Nella pittura di Parisi il corpo umano non conosce riposo, sembra non abbia possibilità di bellezza; diventa larva risparmiata dalle minacce che vogliono inghiottirla. Viene da precisare che in qualche maniera , sfuggente, ambigua, ogni opera si presenta come particolare di una composizione più vasta, più complessa. Sembra che l’artista si sia attestato su una difficile posizione di confine, quasi a voler dimostrare che la continuità di una struttura è riconoscibile anche dove l’immagine intende esprimere la sua transitorietà.
(...)La tensione intensa che Paolo Parisi riesce a trasmetterci  forse vuole rivelarci i segreti della sua interiorità ansiosa, specchiata nelle immagini della tormentata vita contemporanea dove tutto si trasforma e sfugge, interrogando il proprio inconscio. Come scrive Milena Dilani: “E’ l’eterna lotta dell’uomo per realizzare se stesso, per offrire l’immagine del proprio io, ‘ plastificata’ nella tecnica ma libera nelle intenzioni. Parisi ci prova e ci riesce, mette alla ribalta i suoi vagabondaggi nel mistero”.
G. DACCOMI

L’uomo in rivolta che si rinnova. Paolo Parisi  ne è l’alfiere artistico.Nella sua creatività, non me lo vedo in trincea, ma sul campo, seppure solitario, ad elaborare azioni d’attacco, simulazioni, per confondere, bloccare, far riflettere quella socialità che con l’avanzare del consumismo e del condizionamento attraverso tutti i sistemi di comunicazione di massa, se ne va sempre più alla deriva.
GIUSEPPE MORTARA