Doppiasclero – Installazione – numero 1

A Genova “Doppiasclero” di Paolo Lorenzo Parisi
31 luglio 2017, ore 16
Libreria del Centro Storico, via S. Pietro della Porta 13r, Genova


Un luogo insolito – una libreria remainder – e un’azione artistica inconsueta, vede protagonista l’artista Paolo Lorenzo Parisi, genovese, conosciuto per la sua capacità di interpretare, con acuta ironia, il presente e gli oggetti e i simboli dell’odierna comunicazione e di trarne nuova linfa per reinventare la collocazione concettuale dell’opera d’arte e il ruolo stesso dell’artista.
Con “Doppiasclero” – foglio aperiodico stampato in innumerevoli copie, che riproduce opere dello stesso artista – Paolo Lorenzo Parisipone la fruizione dell’opera d’arte al di fuori del recinto dell’ufficialità e dei luoghi canonici e ne fa uso e consumo alla portata di tutti.

“Doppiasclero” è una vera e propria installazione, fatta di fogli di buona carta e ben stampata, che si esaurisce con la fruizione attiva dell’opera, laddove chiunque può prendere liberamente uno dei fogli e portare con sé “l’opera”, sino al suo esaurirsi.

L’installazione è posta in un luogo frequentato abitualmente da più persone – a Genova alla Libreria del Centro Storico, via S. Pietro della Porta 13r, ma anche a Sestri Ponente (Ge), presso Nuova Cartex, via Costa 15r e a Campoligure (Ge), presso il ristorante Caccia ca bugge, via Trieste 32 – per cercare proprio il contatto diretto, il “farsi” dell’opera nel suo esaurimento per l’azione del pubblico.

D’altronde, Paolo Lorenzo Parisi è noto anche per le sue “torte d’artista”, vere e proprie leccornie, per lo più riproducenti i ritratti di truci personaggi della storia del Novecento, da mangiare e quindi esaurire, introiettando – nel senso assolutamente letterale – l’opera ed “elaborandola” nel modo più corporeo possibile.

Con “Doppiasclero”, Parisi aggiunge un tassello importante alla sua visione dell’arte, che tratta sempre con intento dissacrante, nella quale l’immaginario comunicativo viene ora ripreso ironicamente, ora stravolto o sottilmente modificato nei suoi significati.

Parisi esprime un’arte che non si ammanta di verità, ma che si traveste della stessa ipocrisia con la quale spesso la comunicazione – soprattutto pubblicitaria e commerciale – inonda il nostro immaginario. Una sorta di “fake art”, di un’arte che ci mette di fronte a un senso multiplo che occorre riconoscere, che ci svia, ci confonde e che occorre svelare nel suo travisamento, cercando la “fonte” e il suo reale significato per comprendere il lavoro artistico che quella fonte ha corrotto e cambiato.Al di là di ogni minimalismo e al di fuori di una concettualità che esprima l’idea di arte all’interno della sua formazione intellettuale, “Doppiasclero” lavora proprio sul senso del radoppio e dell’ispessimento dell’opera, su un affastellarsi che diventa mostro abnorme all’interno della comunicazione più diretta e immediata che appartiene ai nostri giorni ma non per questo priva del velo ipocrita e falso che tende a vendere a noi stessi la nostra vita, i nostri dati, i nostri consumi, ovvero ciò che già siamo.

Non è forse un caso che, proprio a Genova, sul finire degli anni Ottanta, nascesse l’espressione artistica dell’Arte Dissipazione, propugnata dal critico e collezionista Enrico Pedrini e portata avanti da quattro artisti ora noti e affermati, quali Marco Formento, Ivano Sossella, Cesare Viel e Luca Vitone. Se alcuni ricorderanno le incursioni di Sossella e Formento all’interno della trasmissione televisiva di Rai Tre “Blob”, nella quale l’azione artistica si travestiva e diventava l’oggetto stesso della comunicazione, l’Arte Dissipazione nasceva proprio, ai suoi esordi, da un’azione che prevedesse una serie di volantini lasciati in un luogo e asportati dai frequentatori.


Paolo Lorenzo Parisi riprende una similitudine di quell’esperienza e ce ne offre però un senso diverso, nel quale la dissipazione dell’opera diventa raddoppio, prolungamento, azione diversiva, opera aumentata, gioco delle parti, dove il “pubblico” – inconsapevole – non è solo attore del farsi dell’opera, ma anche curioso interprete del suo senso, dello svelamento, del riconoscere la “fake” che l’opera stessa contiene. Il tutto avviene in un contesto “non deputato” all’arte, forse persino neutro o improbabile, conferendo all’azione una forza maggiore, una propagazione, un significato multiplo, nell’intento più profondo dell’artista: quello di porci di fronte ai nostri stessi inganni.
“Doppiasclero” di Paolo Lorenzo Parisi
31 luglio 2017, ore 16
Libreria del Centro Storico, via S. Pietro della Porta 13r, Genova
Sarà presente l’artista
Ufficio stampa
Piero Cademartori